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Come prendersi cura di se con le piante

24 Gennaio 2020
Come prendersi cura di se con le piante

Le piante officinali hanno costituito un valido alleato per l’umanità in tutte le epoche, tutti i popoli ne hanno usufruito per curare le malattie che li affliggevano.

Nel 460 a.C., in Grecia, nacque quello che è considerato il padre della medicina, Ippocrate, che fu il primo a selezionare ben 400 medicinali a base di piante officinali, alcune delle quali, ancora oggi, vengono utilizzate nello stesso modo da lui indicato. Sempre alla Grecia si deve il primo erbario e il primo metodo scientifico per classificare piante e fiori.

Abbiamo poi il medico romano Claudio Galeno, il quale formulò ricette composte da più vegetali che garantivano una cura più efficace. Il suo metodo prendeva in considerazione anche l’età della persona, il peso e le caratteristiche fisiche.

Nel Medioevo abbiamo invece la badessa Idelgarda di Bingen (uno dei maggiori erboristi dell’epoca) la quale lasciò ben due erbari che ancora oggi vengono consultati da tutti coloro che vogliono curarsi con le piante.

Ma cosa significa oggi curarsi con le piante? Curarsi con le piante significa principalmente utilizzare quello la natura ci mette a disposizione. Quello è importante conoscere per poterlo fare al meglio è l’insieme di tutti i principi attivi presenti in una pianta officinale (fito-complesso); ogni principio attivo è in grado di curare una specifica patologia, disturbo o malessere.

La cura con le erbe è riconosciuta dall’OMS che ha definito le piante medicinali “organismi vegetali che contengono dei principi attivi in grado di curare e lenire disturbi e malattie negli esseri umani e animali”.

Come prendersi cura di se attraverso le erbe: primi passi 

Utilizzare le piante per poter trovare sollievo da qualche disturbo non è esattamente un gioco da ragazzi se non si ha la giusta esperienza e conoscenza. Per poter iniziare ad avvicinarsi a questo modo possiamo però darti qualche suggerimento:

  • Cominciare con l’acquistare una guida alla cura con le erbe;
  • Identificare almeno 3 erbe medicinali esistenti nella propria regione;
  • Se si dispone di un giardino o di un balcone, provare a coltivare alcune piante medicinali da se;
  • Partecipare a dei corsi di raccolta delle erbe spontanee organizzati nella propria regione;
  • Raccogliere e far seccare le erbe più comuni come la menta, la melissa, la calendula, l’ortica e ogni altra pianta che si conosce e si trova durante una passeggiata nei campi o nei sentieri di montagna;
  • Preparare da sé una tisana fatta in casa, una pomata, una saponetta e quant’altro potete realizzare col fai da te;
  • Predisporre un kit di primo soccorso a base di prodotti fitoterapici da tenere in casa e perché no anche in auto;
  • Studiare quanto più possibile i propri disturbi identificando le piante utili per la cura degli stessi.

Come fare una tisana rilassante da sola

Prendersi cura di se con le erbe

I modi per poter utilizzare le erbe sono diversi; quando si esperti si possono creare sciroppi per la tosse, tinture madri, olii e addirittura creme e saponi. Per iniziare a curarsi con le piante è bene però partire dalle basi! Ecco perché di seguito vogliamo illustrarti come fare una tisana alle erbe da sola.

Cosa ne dite di iniziare con una tisana rilassante? In questo caso le erbe maggiormente consigliate sono:

Camomilla: la tisana allacamomilla è il classico dei classici quando pensiamo alle tisane rilassanti. E’ possibile preparala coi fiori di camomilla freschi o essiccati e sorseggiarla dopo cena, anche con aggiunta di semi di finocchio dalla proprietà carminativa.

Passiflora: ideale da bere al momento del bisogno in caso di ansia o palpitazioni oppure la sera, dopo cena. I flavonoidi presenti nella pianta agiscono sul controllo del sonno, per questo la passiflora è indicata principalmente in caso d’insonnia, stress e nervosismo. La passiflora agisce con un effetto rilassante e sedativo sul sistema nervoso centrale.

Valeriana: la valeriana è molto nota dal punto di vista officinale per le sue proprietà rilassanti e calmanti. La tisana alla valeriana ha proprietà sedative, grazie alle sue sostanze psicotrope (come quelle di un farmaco ansiolitico). Proprio per queste proprietà va assunta solo la sera, non durante il giorno (può influire sull’attenzione).

Tiglio: la tisana al tiglio è utile contro i disturbi del sonno, è calmante e sedativa e ha ottime proprietà diuretiche.

Biancospino: La tisana al biancospino è adatta per combattere l‘ansia, lo stress, l’agitazione nervosa. Non provoca sonnolenza e non impedisce la guida per questo è possibile berla anche durante la giornata. Il biancospino ha proprietà sedative, ansiolitiche e ipotensive. Nelle tisane rilassanti può essere abbinato, ad esempio, a passiflora, melissa e luppolo. Per preparare questa tisana si possono utilizzare le bacche o le foglie.

Melissa: Si prepara con foglie essiccate e sminuzzate, la melissa si può coltivare anche in vaso sul balcone di casa. Raccogliere e essiccare la melissa, oppure acquistare le foglie di melissa per tisane in erboristeria. La melissa ha proprietà calmanti e rilassanti.

Lavanda: La tisana rilassante alla lavanda va preparata coi fiori preparati appositamente per uso erboristico, ideale da bere prima di andare a dormire, scioglie le tensioni nervose della giornata.  E’ possibile unire i fiori di lavanda a melissa e camomilla.

Le erbe che possono aiutare il tuo rilassamento non sono solo queste, se ti stai appassionando a questo mondo potrai cercare te stessa quelle che meglio si addicono al tuo bisogno.

Una volta selezionate potrai chiedere all’erborista di mischiarle insieme, in modo da avere un preparato per infuso pronto all’uso, oppure chiedere che ogni erba venga separata dalle altre in modo da poterle mixare scegliendo solo quelle che, in quel preciso momento e in base alle reali necessità, servono.

Trovare i giusti ingredienti però non basta; per preparare da sole un’ottima tisana fatta in casa occorre sapere anche come procedere all’infusione e alla conservazione.

Dosi e infusione delle tisane in erbe

Scegliere le dosi sbagliate e non sapere quanto le erbe devono stare a contatto con l’acqua potrebbe rovinare il gusto e annullare gli effetti benefici. Per non rischiare, annota questi consigli:

  • Per fare una tisana sarebbe meglio utilizzare acqua oligominerale dal basso residuo fisso
  • Le erbe possono essere inserite nel comparto apposito della tisaniera o, se non l’avete, possono essere inserite direttamente nell’acqua e poi filtrate.
  • Preferisci sempre contenitori appositi di vetro o ceramica, idonei a versare acqua calda. Non utilizzare contenitori di metallo.
  • La quantità di erbe fresche per 500/600 ml di acqua sono pari a 50 gr, per 250 ml di acqua basta 1 cucchiaino da tè.

I tempi di infusione variano invece in base freschezza delle erbe:

  • Erbe fresche bastano 3 minuti di infusione;
  • Erbe secche vanno lasciate riposare dai 5 ai 10 minuti;
  • Le radici, come lo zenzero, fino a un massimo di 15 minuti. Lasciare in infusione sempre coperto il tutto, filtrare poi tutto con un colino a maglie fitte, mescolare e dolcificare a piacere con miele o sciroppo d’acero o altro dolcificante a piacere.

Una tisana fatta in casa andrebbe consumata entro 12 ore perché non perda i suoi effetti benefici. Puoi quindi prepararne una tazza da bere al momento o farne un po’ di più in modo tale da poterla sorseggiare a piccoli sorsi durante la giornata (in questo caso bisogna tenerla in un thermos)

Come fare una tisana fredda? Semplice! Gli stessi infusi che fai caldi possono essere consumati anche freddi, basta conservarli in frigorifero in un contenitore coperto per un massimo di 2 giorni. Per questo tipo di preparazioni ti consigliamo di non scegliere erbe amarognole (o per lo meno di mischiarle a frutta disidrata, anice o liquirizia) perché, raffreddandosi, sembreranno ancora più amare.

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